Annarita Amoroso: ecco la neolaureata che ha sottratto 500milioni di euro alla Merkel.

Link Sponsorizzati:

annarita amoroso

La nuova spina nel fianco per il governo di Angela Merkel si chiama Annarita Amoroso, ed è la neolaureata di Ercolano, in provincia di Napoli.La 27enne ha inviato alla Commissione europea una petizione per poter cercare di bloccare l’entrata in vigore di una legge voluta dal ministro dei trasporti Alexander Dobrindt che imporrebbe a partire da gennaio 2016 ai turisti di pagare un pedaggio per poter circolare sulle autostrade della Germania.

Stando ai calcoli del ministero, questa legge farebbe entrare nelle casse dello stato circa 500 milioni di euro all’anno, soldi che potranno essere utilizzati per pagare i lavori di ammodernamento della rete autostradale nazionale, ovvero si costruiranno nuove strade con soldi degli altri.Grazie all’iniziativa di Annarita, proprio in questi giorni è stata aperta una procedura di infrazione contro il governo della cancelliera, legge che venne annunciata alla fine del 2013 e che colpì molto la studentessa di Ercolano.«Avevo appena dato all’Università l’esame di Diritto dell’Unione europea e la notizia della legge allora in cantiere mi colpì molto.Pensai subito che dovevamo intervenire e così iniziai a informarmi”, ha dichiarato la giovane a Lettera43.it.

«In Germania le autostrade sono gratuite e per pagare i costi di ammodernamento il ministro Dobrindt voleva introdurre il pagamento del pedaggio. Il fatto che a pagare sarebbero stati solo i cittadini stranieri a mio parere si configura come un abuso di posizione dominante da parte della Germania», aggiunge la giovane neolaureata la quale dichiara che nel caso in cui la legge entrasse in vigore non sarebbe più garantita una libera concorrenza tipica di un’economia di mercato aperta, che andrebbe a creare dei danni nei Paesi dell’Europa meridionale gravemente colpiti dalla crisi economia. Inoltre, la giovane neolaureata dichiara che questa legge violerebbe gli articoli 18,26,102 e 120 del Trattato di Lisbona.

«Non credevo davvero che ci sarebbe stato seguito, ma volevo provare a fermare quella legge a mio parere discriminatoria.Mi risposero pochi giorni dopo. E fu la prima sorpresa», aggiunge la giovane.I retroscena non finiscono qui, visto che nel febbraio 2014 la Presidente della Commissione petizioni ,ovvero la deputata svedese Cecilia Wilksrom scrisse alla ragazza di Ercolano dichiarando: «Sono lieta di comunicarle che la sua petizione è stata esaminata e ritenuta ricevibile. La commissione ha avviato l’esame della petizione e ha deciso di chiedere alla Commissione europea di svolgere un’indagine preliminare».Nel mese di giugno la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione per la Germania per la violazione delle norme della Comunità europea.«Un sistema di pedaggio è in linea con le leggi europee solo se rispetta il principio di non discriminazione. E noi abbiamo seri dubbi che le cose stiano così. Vogliamo agire subito con una procedura di infrazione per chiarire le nostre perplessità nell’interesse dei cittadini europei», aggiunge Violeta Bulc la commissaria ai trasporti dell’Ue.Questo ha reso superflua la raccolta di firme di almeno un milione dei cittadini europei.Entro la fine di agosto dunque la Germania dovrà inviare una risposta.



Commenti

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *