Lo chef non trova personale: «Con il Reddito di Cittadinanza, i giovani non vogliono lavorare»

Arriva oggi un’altra storia su imprenditori che offrono lavoro, ma che non riescono a trovare giovani disponibili per un periodo di tempo determinato o per la stagione estiva.

E’ il caso di Federico Palestini, uno chef marchigiano di San Benedetto del Tronto, che è alla ricerca di personale per il suo ristorante, ma di non riuscire nell’intento a causa, a suo dire, del reddito di cittadinanza e della poca voglia dei giovani di lavorare nei week end.

La notizia è stata riportata dal quotidiano “Il Corriere Adriatico”: lo chef Palestini, infatti, è andato alla ricerca di personale nell’apposito centro per l’impiego, ricevendo 12 nominativi di persone che stanno attualmente ricevendo il reddito di cittadinanza: “ho telefonato a tutte le persone che mi sono state indicate, alcune mi hanno anche risposto male urlando di non disturbare, altri mi hanno dato un appuntamento non rispettandolo, tutti si sono spaventati dallo scenario di dover lavorare nei weekend o altri si sono rivelati poco affidabili o per nulla qualificati. Anche l’Istituto Alberghiero non ha saputo aiutarmi, con nessuno dei giovani che si sono resi disponibili per lavorare nella stagione estiva”.


Eppure Palestini ha assicurato: “noi rispettiamo la legge e le regole, non sfruttiamo nessuno, se vieni assunto per quattro ore, lavorerai quattro ore e tutti i dipendenti hanno la pausa e ricevono un pasto gratuito. Paghiamo per quattordici mensilità, con tutti i contributi e qualsiasi ora di straordinario o lavoro nei giorni festivi viene retribuita come da contratto nazionale”.

Come Candidarsi:

Le parole dello chef Palestini sono state criticate da alcuni sindacati che hanno invece contestato la veridicità di alcune parole, parlando in linea generale: “la maggior parte dei contratti estivi sono una vera e propria vergogna, con orari di lavoro per nulla rispettati e pagamenti orari da terzo mondo, bisogna vigilare su questo tipo di comportamenti assolutamente vergognosi”.

Commenti

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.