Tassi d’interesse troppo alti: banca costretta a risarcire un imprenditore per 300mila euro

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Un costruttore sassarese, Antonio Sgarella, un noto correntista nel mondo delle imprese di Sassari e del Nord Sardegna, è riuscito a vincere una vera e propria battaglia in Tribunale.
Antonio Sgarella, aveva intentato una causa contro la Banca di credito sardo, dove egli stesso era correntista, per contestare commissioni, spese e interessi ritenuti non dovuti o troppo onerosi.

Il suo Avvocato Andrea Sorgentone, insieme al collega Giuseppe Carlo Satta ha sostenuto: «Sulla base delle stime fatte dai consulenti tecnici per conto della magistratura ho calcolato che gli si debba riconoscere una somma pari a circa 300mila euro».Lo stesso Antonio Sgarella, vincitore della causa, ha commentato con pochissime parole: «Sono troppo emozionato per parlarne, lascio perciò ogni considerazione specialistica al mio legale».

Ma questo non è l’unico caso in cui la Banca ha dovuto risarcire un correntista, in quanto tre anni fa, un caseario di Thiesi, Paolo Mannoni, si è visto restituire 800 mila euro, dopo aver fatto causa alla banca contro i tassi d’interesse giudicati eccessivi richiesti nella gestione dei rapporti finanziari con la Bnl. Il Magistrato, nella sentenza, scrive: «Nel caso in cui il saldo apparente non sia individuabile alla stregua degli estratti conto – perché mancanti e non prodotti in giudizio neppure dalla banca – il saldo da cui partire non può che essere il cosiddetto saldo zero, in quanto si ignorano i dati contabili, per fatto ascrivibile ad entrambe le parti processuali (nessuna delle quali, sebbene parte anche del rapporto sostanziale, è stata tanto diligente dal conservare i documenti propri di un rapporto tuttora in essere. Il che, al di fuori del linguaggio strettamente giuridico, significa che d’ora in poi qualsiasi cliente potrà chiedere alle banche di esibire la serie dei conti che proverebbero i loro crediti perché diversamente in ogni contenzioso si dovrà ripartire da zero, e non dall’ammontare del debito preteso dall’istituto».

Con questa sentenza, il giudice, ha inoltre approvato altri provvedimenti, tra i quali, ha riscontrato il superamento della soglia di usura sul conto corrente di Antonio Sgarella per sette trimestri, compresi un periodo di tempo tra il 2002 e il 2007.



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