Terremoto INPS: dal 2050 il sistema pensionistico rischia di collassare.

Negli ultimi mesi la discussione sul sistema delle pensioni è stata più volte protagonista nel panorama politico.

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Alla riforma Fornero, tanto contestata, è seguita la riforma Quota 100 che nell’ultimo periodo sta ricevendo numerose critiche e non è gradita soprattutto nelle stanze del Parlamento Europeo che ha più volte criticato il provvedimento.

Contro il sistema pensionistico ed il servizio sanitario nazionale italiano è oggi arrivato uno studio che ha analizzato i cambiamenti demografici in Italia e che avrà un grosso impatto sul nostro sistema di welfare. Secondo tale studio, nel 2050 in Italia per ogni pensionato rischia di esserci 1,1 lavoratore stabile e quindi tutto il sistema rischia di non reggere e di crollare miseramente.

Lo studio è stato condotto da Unipol e da The European House Ambrosetti e riporta un chiaro monito all’Italia: “bisogna rivedere il sistema welfare e tutte le politiche sociali altrimenti nel 2050 si avrà un implosione di tutto il sistema”. Nel 2050, infatti, i lavoratori saranno in numero nettamente ridotto rispetto ad oggi e quindi milioni di euro in meno di contributi nelle casse dell’INPS. A tale prospettiva, inoltre, va aggiunto il problema della bassa natalità nel nostro Paese, e quindi tra 30 anni rischiamo di avere quasi 8 milioni di persone in meno in età lavorativa.

Salirà quindi, secondo lo studio, purtroppo, il numero dei poveri ed è per questo motivo che bisogna intervenire subito per cercare di cambiare il welfare, introducendo più flessibilità, integrazioni funzionali tra pubblico e privato, e maggiore responsabilizzazione di cittadini ed imprese per fare in modo di evitare il collasso.
L’unica buona notizia spiegata nello studio è che l’Italia sarà più popolata da stranieri che lavoreranno e contribuiranno al welfare, anche se questo non basterà per evitare il collasso previsto se i Governi nei prossimi anni non analizzeranno seriamente il problema e cercheranno di trovare delle soluzioni congrue al più presto.

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