Emergenza Coronavirus: il Regno Unito paga l’80% degli stipendi a tutti.

Boris Johnson si è certamente distinto per le sue dichiarazioni sull’emergenza da Coronavirus nelle ultime settimane.

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E’ partito da un totale disinteresse per la vicenda, a condannare a morte migliaia di inglesi (purtroppo celebre la sua dichiarazione “gli inglesi devono capire che perderanno alcuni dei loro cari”, quindi, per fortuna, a capire il problema e ad operare per cercare di limitarlo per quanto possibile.

Dal punto di vista economico, però, Johnson sembra stia contrastando al meglio il problema. Il Regno Unito coprirà l’80% dei salari fino ad un massimo di 2.500 sterline al mese per tutto il personale delle aziende che non potranno continuare il lavoro durante l’emergenza sanitaria, mentre ai lavoratori autonomi è garantita la malattia per tutto il periodo di quarantena, garantita dall’Universal Credit, l’ente paragonabile alla nostra INAIL / INPS, che fornisce prestazioni come integrazione sociale al reddito, assegni per i figli o sussidi di disoccupazione. Un giornalista del Telegraph, Evans Pritchard ha spiegato: “per fortuna il Regno Unito può sostenere l’economia durante l’epidemia da Coronavirus, non abbiamo alcun problema, e speriamo che la cosa passi presto”. A garantire tutte le spese per questi interventi sarà la Banca d’Inghilterra che fornirà il denaro senza applicare alcun interesse.


Quella attuata da Johnson, in effetti, è una vera e propria economia da guerra dove lo Stato scende in campo per pagare i cittadini in attesa che questi ultimi possano tornare a lavorare, ed evitare di fatto un crollo totale del sistema. In questo modo Londra riuscirà ad evitare una depressione deflazionistica che sarebbe irreversibile, cosa che l’Italia, al momento, non ha scongiurato con il primo provvedimento economico, ma che dovrebbe assolutamente scongiurare con i prossimi provvedimenti.

Non ci resta quindi che sperare che al più presto anche il Governo Conte faccia qualcosa di più dal punto di vista economico e che anche il nostro Paese getti le fondamenta per la ripresa successiva all’emergenza sanitaria.

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