Flat Tax: cos’è, come funziona, vantaggi e svantaggi.

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Negli ultimi mesi si è spesso sentito usare il termine Flat Tax e la volontà da parte del nuovo governo di introdurla anche in Italia. Ma di cosa si tratta? Come funziona e quali sono i vantaggi e gli svantaggi conseguenti all’introduzione della Flat Tax? Scopriamolo assieme e vediamo quali sarebbero le conseguenze della sua introduzione nel nostro Paese.

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Cos’è la Flat Tax

Come è facilmente intuibile dal nome, Flat Tax è un termine di origine inglese che tradotto in italiano significa tassa piatta. Utilizzare solamente questa espressione, però, oltre ad essere troppo semplicistico può essere anche fuorviante. Grazie al termine tassa piatta si indica un’imposta che viene calcolata applicando un’aliquota unica e fissa per tutti sulla base del reddito percepito da ognuno.

Viste queste premesse è facile intuire che la Flat Tax funziona in modo alquanto differente rispetto al sistema fiscale che attualmente viene utilizzato in Italia. Al momento, infatti, l’Irpef, Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, si basa sul concetto di imposta progressiva, ovvero l’importo da versare alle casse dello Stato varia in base al scaglione di reddito. Questo significa che maggiore è il reddito, più alta è l’aliquota fiscale applicata.

Flat Tax come soluzione all’evasione fiscale

Una volta definito cos’è la Flat Tax e come funziona l’attuale sistema fiscale italiano, in molti si chiedono perché si stia pensando di introdurre la Flat Tax. Il motivo è da ritrovare nella volontà del Governo Conte di contrastare l’evasione fiscale. In pratica si pensa che applicando un’imposta unica, uguali per tutti, si incentivi maggiormente le persone a pagare. È bene inoltre ricordare che non è di certo la prima volta che si parla di Flat Tax in Italia. Già nel 1994, infatti, il Governo Berlusconi aveva proposto questo tipo di sistema fiscale.

E per quanto riguarda il resto del mondo? Bene, nel resto del mondo l’argomento Flat Tax è stato introdotto molto prima che in Italia e in particolare può essere considerato pioniere di questo sistema fiscale l’economista Milton Friedman, profeta del neoliberismo, che ha teorizzato la Flat Tax negli Stati Uniti già nel 1956.

Come funziona la Flat Tax

Come già detto la Flat Tax prevede l’utilizzo di un’imposta unica per tutti. Allo stesso tempo, però, in molti casi è prevista la cosiddetta no tax area, ovvero una soglia di reddito annuale prefissata sotto la quale non bisogna pagare l’imposta. Inoltre, nonostante si usi definire la Flat Tax come una tassa piatta, è importante non trascurare le deduzioni. Quest’ultime, infatti, portano ad avere degli sconti sulla tassa che si dovrebbe pagare tenendo solamente in considerazione l’aliquota fissata. Come conseguenza, se da un lato l’aliquota è fissa e uguale per tutti, dall’altro lato, a livello effettivo, l’aliquota media risulta crescente all’aumentare del reddito.

In particolare, per quanto riguarda l’Italia, l’ipotesi più accreditata è che venga utilizzato un sistema fiscale che più correttamente prende il nome di Dual Tax, in quanto, anziché un’aliquota unica, dovrebbero esserne introdotte due da applicare a due diverse fasce di reddito. Il motivo di questa decisione è da ritrovare nella Costituzione Italiana che con l’articolo 53 si presenta come garante dell’applicazione del principio di progressività delle tasse.

Flat Tax e famiglie

Per quanto concerne le famiglie, la Flat Tax prevede l’utilizzo di deduzioni fiscali grazie alle quali è possibile determinare la no tax area. A proposito delle aliquote, invece, dovrebbero essere 15% e 20%. In particolare la prima aliquota verrebbe applicata alle famiglie con un reddito annuo inferiore agli 8 mila euro, mentre superata questa soglia verrebbe applicato il 20%. Al contempo non bisogna trascurare le deduzioni che si rivelano come un valido alleato delle famiglie aventi minori disponibilità economiche. In particolar modo sono previste tre fasce di reddito.

Le famiglie con un reddito inferiore ai 35 mila euro avranno diritto ad una deduzione forfettaria di 3 mila euro per ogni componente del nucleo famigliare. Questo significa che la riduzione dell’imposta prende in considerazione sia il reddito che il numero di componenti del nucleo famigliare. Per capire meglio di cosa si tratta facciamo un esempio: in presenza di un nucleo famigliare di due sole persone, l’aliquota del 15% viene applicata al reddito soltanto dopo aver detratto la somma pari a 6000 euro. Nel caso di famiglie di tre componenti la detrazione è pari a 9000 euro e così via.

Per quanto concerne la fascia di reddito compresa tra i 35000 euro e i 50000 euro, la deduzione riguarderebbe esclusivamente i carichi familiari. In questo caso, quindi, la somma dei carichi familiari rappresenta la cosiddetta no tax area. Nessuna deduzione, invece, per le famiglie con reddito superiore ai 50 mila euro.

Flat Tax e imprese

Ovviamente la Flat Tax non riguarda solo le famiglie, ma anche le imprese. In particolar modo sono previsti due diversi trattamenti fiscali. Per quanto concerne le società che pagano l’IRES, Imposta sul Reddito delle Società, l’aliquota prevista è fissa del 15%. Una novità davvero interessante e che sarebbe particolarmente gradita dalle aziende visto che attualmente l’aliquota IRES è pari al 24%. Un risparmio non affatto indifferente che consentirebbe alle imprese di risparmiare un bel po’ di soldini da poter ad esempio reinvestire nelle proprie attività.

Mentre per quanto riguarda i lavoratori autonomi titolari di Partita IVA, le ditte individuali, i professionisti e le imprese, l’aliquota applicata con la Flat Tax è la stessa delle famiglie, quindi pari al 15% oppure al 20% in base alla fascia di reddito di appartenenza.

Vantaggi e svantaggi della Flat Tax

Una volta definito cos’è la Flat Tax e come funziona, non possiamo non parlare dei possibili vantaggi e svantaggi derivanti dalla sua possibile applicazione.

Partiamo dai vantaggi. Come già detto grazie all’introduzione della Flat Tax, il Governo intende ridurre l’evasione fiscale. L’aliquota applicata, infatti, risulterebbe di molto inferiore rispetto a quelle attualmente in vigore e per questo motivo sia famiglie che imprese sarebbero più propense a pagare. Inoltre la Flat Tax andrebbe a gravare in misura inferiore su imprese e famiglie rispetto all’attuale sistema fiscale e questo potrebbe favorire la creazione di nuovi posti di lavoro. Utilizzando un’unica aliquota, inoltre, calcolare l’imposta risulta molto più semplice e quindi i contribuenti potrebbero optare per fare la dichiarazione dei redditi in modo del tutto autonomo. Da non trascurare inoltre il fatto che grazie alla Flat Tax ci sarebbe un unico versamento delle imposte e verranno eventualmente aboliti i sostituti d’imposta e le ritenute d’acconto. Mentre, per quanto riguarda i lavoratori dipendenti e i pensionati, verrebbe erogata la retribuzione o la pensione lorda, dato che sarà il contribuente stesso a pagare l’eventuale tassa. In questo modo le famiglie non avranno più crediti d’imposta ma soldi reali in mano. Una novità importante, che risulterebbe particolarmente gradita alle famiglie con redditi più bassi.

Come in ogni riforma che si rispetti, però, vi è anche il rovescio della medaglia e oltre ai vantaggi vi sono anche degli svantaggi. In particolare, se da un lato l’introduzione di aliquote più basse viene visto positivamente, dall’altro non si può trascurare che aliquote più basse comportano di conseguenza minori entrate per lo Stato e quindi taglio della spesa pubblica. Ci sarebbe anche una perdita delle detrazioni fiscali in base a caratteristiche come ad esempio il numero dei figli ed eventuali spese mediche. Una delle maggior critiche mosse ad una possibile introduzione della Flat Tax è inoltre quella di presentarsi perlopiù come un vantaggio per i più ricchi.

Flat Tax nel resto del mondo

Di sicuro l’introduzione della Flat Tax in Italia si presenterebbe come un’importante novità nel nostro Paese, ma non nel mondo. Come già detto la Flat Tax è già stata applicati in altri Paesi, come ad esempio, Russia, Ucraina, Estonia, Lituania e altri Stati dell’Europa dell’Est dove non si è avuto un percorso del tutto lineare in merito. Si è infatti registrato un aumento del gettito fiscale dopo l’introduzione della Flat Tax, ma in molti pongono il dubbio se questo aspetto sia dovuto solo all’entrata in vigore della Flat Tax oppure ad altre riforme fiscali promosse in concomitanza. Per quanto riguarda la Russia, in particolar modo, la Flat Tax è stata introdotta in concomitanza della ripresa dello sfruttamento delle risorse energetiche, mentre altri Paesi post sovietici non hanno registrato una crescita miracolosa, ad eccezione dell’Ucraina che ha comunque potuto contare su 22 miliardi di aiuti l’anno da parte dell’Unione Europea.

Conclusioni

A questo punto abbiamo visto le principali caratteristiche della Flat Tax, cos’è, come funziona, vantaggi e svantaggi e utilizzo di questo sistema fiscale nel resto del mondo. Non resta quindi che attendere la decisione del Governo Conte, targato Lega e Movimento 5 Stelle, per vedere se questo sistema fiscale sarà o meno attuato anche in Italia e se decideranno di mantenere le aliquote di cui attualmente si parla oppure verranno applicate delle modifiche in merito. Nelle ultime ore, ad esempio, si parla dell’introduzione di una possibile Mini Flat Tax, ovvero un’aliquota forfettaria del 15% per imprese e autonomi fino a 100 mila euro di ricavi o compensi l’anno, e per le start up un’aliquota unica del 5% fino a cinque anni dalla fondazione. Quest’ultima, infatti, è la proposta di legge depositata alla Camera dalla Lega, e sottoscritta dal M5s, la cui copertura prevista è di 3,5 miliardi a partire dal 2019.



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