Call center da incubo: retribuzione da 92 euro al mese e tagli a chi va in bagno.

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La Cgil Taranto ha fatto venire a galla il caso di un call center in cui i dipendenti venivano retribuiti con 33 centesimi l’ora.

call center da incubo

Una retribuzione di 0,33 euro l’ora, per un totale di 92 euro al mese. Sono queste le condizioni di lavoro di alcuni operatori telefonici presso un call center di Taranto, come denunciato dalla Slc Cgil della città pugliese.
E non è tutto, una decurtazione del lauto stipendio in caso di bisogno di andare al bagno ed un ritardo nel ritornare nella propria postazione. Davanti a delle condizioni di lavoro grottesche e ridicole, il sindacato non ha potuto esimersi dal denunciare i datori di lavoro.

Ecco ulteriori precisazioni: nell’offerta di lavoro si parla di stipendio annuo di 12.000 euro, come confermato anche da Andrea Lumino, il segretario generale della Slc Cgil di Taranto, ma non appena ci si ritrovava effettivamente al lavoro, si scopriva la verità, contro ogni più nera previsione.
Tutti i dipendenti, ricevuto lo stipendio di 92 euro, si sono licenziati e sono andati in blocco a licenziare l’azienda. La risposta dell’azienda è stata ancora più ridicola, giustificando lo stipendio ridotto per “colpa del bagno”: lasciando infatti la propria postazione di lavoro per 5 minuti, si subiva una decurtazione complessiva pari ad un’ora di lavoro.

Gli avvocati del sindacato Slc Cigl di Taranto hanno già dichiarato guerra all’azienda, presentando un esposto congiunto con i lavoratori che sarà presentato a breve alla Procura della Repubblica, al Presidente della Provincia di Taranto ed al Prefetto, sperando che aziende del genere possano sparire dal nostro paese in men che non si dica.



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